Ma chi era Don Beach? Il cui vero nome era Ernest Raymond Beaumont Gantt! E’ colui che ha stravolto la secolare tradizione alcolica americana, al tal punto che il suo stile divenne famoso tanto come i suoi locali a tema, i Don The Beachcomber con i suoi cocktail esotici che col tempo diventeranno i Tiki qui.
Sicuramente l’influenza maggiore gli è stata trasmessa dal nonno, amante del buon bere e del buon vivere, infatti Don Beach ha vissuto per diversi anni la sua “Number-one rule: Enjoy life and spend every penny I make”.

Solamente negli anni ’30, epoca del proibizionismo, ad Hollywood ebbe la possibilità di affinare le sue conoscenze dell’arte culinaria, che fino al quel momento la madre non era riuscita a trasmettergli, anche per via del sua ossessione di cercare la gloria, si ritrovò a collaborare con una casa cinematografica per la produzione di South Seas per le sue vaste conoscenze sulla cultura tropicale, dirivanti dalla sua attivita di rum ranner che aveva intrapreso proprio col nonno.
Il ricavato gli permise nel ’33 di affittare un vecchio capannone di una sartoria e trasformarlo in un vero e proprio laboratorio di miscelazione, inventando quei drinks che oggi sono conosciuti come "exotic cocktails". I cocktail esotici erano servti in una finta atmosfera tropicale in quel capannone che era diventato il suo primo bar: il Don's Beachcomber (successivamente Don The Beachcomber). Riuscì a suo modo a rienterpretare la miscelazione cubana, ed a stravolgere “lime, zucchero e rum”. Creando bevande particolari per nulla riconducibili alle terre caraibiche del rum.

Il suo è un connubio di conoscenze vaste sul rum e la possibilità di potersi approvvigionare in modo clandestino di rum, etichette anche ricercate, per pochi centesimi lo portano a stilare “Rum Rhapsodies”, una carta dei drink del Don The Beachcomber con molteplici etichette e oltre sessanta cocktail esotici miscelati solo esclusivamente con il rum. E questo incuriosì non poco gli americani che erano abituati, per via del proibizionismo a bere birra, whisky o gin. Don Beach forte del suo palato sopraffine, che gli permetteva di miscelare bevande uniche con accostamenti mai visti prima, e forte della voglia degli americani di riprendersi dalla guerra, si ritrovò ad essere il simbolo della rinascita americana, anche per le sue doti di intrattenitore e showman sia nell’ambito dell’ospitalità che della preparazione dei drinks.
Era riuscito ad elaborare anche alcune ricette segrete come i suoi Don’s Mix qui e il Falernum qui, erano prettamente basi utilizzate nella preparazione di altri drinks elaborati, studiati con una precisione estrema, e serviti nei modi più disparati, i più famosi cocktail a base di rhum, quali Zombie e Mai Tai. Questa segretezza è stata anche lo stimolo di emulazione per altri come Trader Vic qui (vero nome Victor Bergeron) che evolverà nuovamente la miscelazione dei locali esotici in tutta l’America e nel mondo.
Don, ha assunto un’importante ruolo nello sviluppo di una cucina innovativa destinata a fare storia unendola alla miscelazione. Con il cocktail esotico Don riuscì ad evocare le atmosfere che la gente sognava e che lui stesso aveva realmente vissuto durante i suoi viaggi riuscì ad avvicinare le persone con evidenti differenze sociali, dove musica, scultura, pittura, gadget bicchieri inconsueti, donne seminude, sigari cubani e rum la facevano da padrona.
